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Biblioteche dei Filosofi : Biblioteche filosofiche private in età moderna e contemporanea
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Roberto Ardigò




Roberto Ardigò

Casteldidone (Cremona) 1828 - Mantova 1920


Principale esponente del positivismo italiano, compì gli studi classici a Mantova, dove abbracciò il sacerdozio e insegnò nel locale Seminario Vescovile, poi filosofia al Liceo-ginnasio. Fu quindi nominato, dall'allora ministro Guido Baccelli, all'Università di Padova. A seguito di una profonda crisi abbandonò la fede e l’abito (1871). Nel 1881 fu chiamato dall’Università di Padova a ricoprire la cattedra di Storia della filosofia, occupata fino al 1909 quando venne collocato a riposo su sua richiesta. Continuò un’intensa attività, in particolare con la pubblicazione di numerosi articoli sulla «Rivista di filosofia e scienze affini». Caduto in  una profonda depressione, nel 1918 venne riportato a Mantova dove morì in seguito a un tentativo di suicidio.

Opere principali: La psicologia come scienza positiva (Mantova 1870); La morale dei positivisti (Milano 1878); Sociologia (Padova 1886); Il vero (Padova 1891); La ragione (Padova 1894); L’unità della coscienza (Padova 1898).

Bibliografia: G. Marchesini, La vita e il pensiero di Roberto Ardigò, Milano, Hoepli, 1907; A. Levi-L. Limentani, Bibliografia ardighiana, «Rivista di filosofia», XIX (1928), pp. 400-428; F. Amerio, Ardigò, Roma, F.lli Bocca, 1956; A. Bortone, Ardigò, Roberto, in Dizionario biografico degli Italiani, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, vol. 4 (1962); W. Büttemeyer, Roberto Ardigò e la psicologia moderna, Firenze, La Nuova Italia, 1969; Roberto Ardigò nella cultura italiana ed europea tra Otto e Novecento, n. monogr. «Rivista di storia della filosofia», I (1991); T. Pironi, Roberto Ardigò, il positivismo e l’identità pedagogica del nuovo stato unitario, Bologna, Clueb, 2000; A. Savorelli, Ardigo, Roberto, in Il Contributo italiano alla storia del Pensiero. Filosofia, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana 2012.

 

Fondo “R. Ardigò” della Biblioteca Universitaria di Padova

La biblioteca di Roberto Ardigò, comprendente opere a stampa e l’archivio personale del filosofo (manoscritti autografi delle proprie opere, carteggi e altro materiale) passò dopo la sua morte all’allievo Giovanni Marchesini, dai cui eredi l'acquistò successivamente Filippo Canal. Fu offerta infine da Pietro Canal, nipote di Filippo, alla Biblioteca Universitaria di Padova, che la acquisì nel 1984. Parte dei manoscritti ardigoiani, immessi sul mercato antiquario, erano già stati acquistati dalla Biblioteca nel 1935. La sezione delle opere a stampa include anche una cospicua quantità di libri appartenuti al Marchesini, ma la distinzione non sempre è sicura.
L’Inventario topografico della Biblioteca Ardigò riguarda solamente la sezione delle opere a stampa che, secondo la descrizione di Filippo Canal, comprende: 275 volumi di sicura appartenenza ad Ardigò, con note autografe; 450 volumi di sicura appartenenza a Marchesini; 1700 volumi di argomento filosofico da fine Ottocento al 1920 appartenuti con buona probabilità ad Ardigò; una grande quantità di estratti.
L’ordinamento topografico della biblioteca, conservata in un fondo unitario denominato “Biblioteca Ardigò”, è suddiviso in quattro sezioni che rispecchiano questa articolazione:

Sezione A: Opere di sicura appartenenza Ardigò
Opere di Ardigò
Sezione B: Opere pervenute in omaggio dall’autore o dall’editore
Libri e riviste della stessa provenienza, ma la cui appartenenza non è identificabile
Opere appartenenti a Marchesini
Opere di Marchesini
Sezione C: Periodici
Sezione D: Opuscoli o estratti da riviste

 

Bibliografia sulla biblioteca: G.P. Mantovani, Le “carte” del filosofo. Il fondo “R. Ardigò” della Biblioteca Universitaria di Padova, Trieste, Lint, 2003 (riguarda solo l’archivio personale).



Inventario topografico - Parte I

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Inventario topografico - Parte II

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Pietro Gnan (Biblioteca Universitaria di Padova)
ultimo aggiornamento: 2014-01-23 22:10:11