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Jean André Wahl




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Jean André Wahl

Marseille 1888 - Paris 1974


Animatore, fra le due guerre, dell’importante Revue philosophique, fu professore alla Sorbonne dal 1936 al 1974, salvo che durante gli anni della Seconda guerra mondiale, quando fu costretto all’esilio negli Stati Uniti. Allievo di Bergs­on, nella sua prima opera, Les philosophies pluralistes d’Angleterre et d’Amérique (1920), Wahl sviluppa gli aspetti del pensiero di quest’ultimo che lo collegano all’empirismo e al pragmatismo anglosassoni, con particolare attenzione a James e a Whitehead. A questa apertura, assai inusuale nel pensiero francese dell’epoca, fa seguito, sotto l’influsso di Kierkegaard (a cui egli dedicò gli importanti Études kierkegaardiennes, 1938), l’altra importante opera che egli pubblicò dopo la Prima guerra mondiale: Le malheur de la conscience dans la philosophie de Hegel (1929). Con essa Wahl inaugurava la stagione dello hegelismo in Francia, secondo una lettura peculiare che lo legava alle tematiche esistenzialistiche e che sarebbe rimasta paradigmatica in terra francese anche successivamente. Tutto il libro partiva da una rilettura del pensiero di Hegel sulla base degli scritti filosofici giovanili, pubblicati per la prima volta nel 1907 e fortemente permeati di interessi teologici: in essi veniva alla luce un pensiero assai più frammentario e meno totalizzante di quello dello Hegel maturo, caratterizzato com’era dal tema doloroso della «scissione» della coscienza. Il titolo del suo successivo volume del 1932, Vers le concret, fu la parola d’ordine di un’intera generazione che, stanca del neokantismo di Brunschvicg e degli esiti deteriori e vuotamente spiritualistici del bergsonismo più in voga, si orientava verso la fenomenologia, l’esistenzialismo, ma anche verso i nuovi risultati delle scienze fisiche e biologiche. Nello stesso periodo e anche in anni successivi, Wahl, che era animato da uno schietto interesse metafisico e religioso, anche se libero da ogni dogmatismo e da ogni appartenenza a religioni positive, si interessava intensamente al rapporto fra misticismo, poesia e filosofia, secondo una linea che congiungeva il filone modernista cattolico rappresentato da Brémond alle suggestioni kierkegaardiane sull’istante e alle sperimentazioni delle avanguardie, in particolare di quella surrealista. Frutto di questi interessi furono sia veri e propri testi poetici che lavori filosofici sul tema della poesia (Poésie, pénsée, perception, 1948). Intenso è stato anche il dialogo di Wahl con Heidegger, anche se, sulla base dei presupposti culturali di cui si è detto, egli mantenne sempre una notevole autonomia rispetto al filosofo tedesco (in proposito si ricordi il corso sorbonese, tenuto nel 1946 e pubblicato postumo, nel 1998, con il titolo Introduction à la pensée de Heidegger). Wahl ha esercitato un’amplissima influenza sulla filosofia francese del Novecento, sia attraverso i suoi scritti, sia come animatore e organizzatore di intensi scambi e incontri culturali con i settori più diversi della cultura internazionale: la Revue philosophique ha ospitato, in quegli anni, interventi di autori che sarebbero diventati successivamente i protagonisti del dibattito filosofico francese (Bataille, Sartre, Kojève, J. Lacan, Lévinas, per citarne soltanto alcuni), ma anche traduzioni dei più importanti e innovativi testi di filosofi contemporanei a livello internazionale; e anche un autore che potrebbe sembrare da lui assai lontano, come Deleuze, che fu suo allievo, lo considerò il filosofo francese più importante del Novecento dopo Sartre.
Dizionario di filosofia (2009)

Studi sulla biblioteca: Le Fonds du Professeur Jean Wahl, «Revue de la Bibliothèque nationale», juin 1980.

Opere principali: Les Philosophies pluralistes d'Angleterre et d'Amérique, Paris, F. Alcan, 1920; Du rôle de l'idée d'instant dans la philosophie de Descartes, Paris, F. Alcan, 1920; Le Malheur de la conscience dans la philosophie de Hegel, Paris, Rieder, 1929; Étude sur le Parménide de Platon, Paris, Rieder, 1930; Vers le concret, Vrin, 1932; Études kierkegaardiennes, Paris, F. Aubier, 1938; Les Problèmes platoniciens: la La République, Euthydème, Cratyle, Paris, Tournier et Constans, 1938-1939; Existence humaine et transcendance, Neufchâtel, La Baconnière, 1944; Tableau de la philosophie française, Paris, Fontaine, 1946; Introduction à la pensée de Heidegger, Paris, Librairie générale française, 1998; Petite histoire de l'existentialisme, Paris, L'Arche, 1947; Poésie, pensée, perception, Paris, Calman-Levy, 1948; Jules Lequier, 1814-1862, Genève-Paris, Traits, 1948; La Pensée de l'existence, Paris, Flammarion, 1951; Traité de Métaphysique, Paris, Payot, 1953; La Philosophie de l'existence, Paris, A. Colin, 1954; Vers la fin de l'ontologie, Société d'Édition d'Enseignement Supérieur, 1956; L'Expérience métaphysique, Paris, Flammarion, 1964.

Bibliografia: E. Lévinas, X. Tilliette et P. Ricœur, Jean Wahl et Gabriel Marcel, Paris, Beauchesne, 1976; R. Mimoune, La pensée de Jean Wahl ou de la tradition vers la révolution en philosophie, Lille 3, ANRT, 1987.



Bibliothèque nationale de France, le fonds Jean Wahl

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Letzte Bearbeitung: 2013-11-23 15:11:38