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Jean Chardin




Jean Chardin

Paris 1643 - Chiswick 1713


Jean Chardin, gioielliere ugonotto, compie due viaggi d’affari in Asia (1664-1670 e 1671-1680) e apprende così il turco e il persiano (meno l’arabo). Spinto dalle persecuzioni religiose a trasferirsi di Francia in Inghilterra, Chardin è fatto cavaliere da Carlo II (1681), eletto azionista della English East India Company (1682) e fellow della Royal Society (1682-1685). Sulla Persia, al centro della sua esperienza di viaggiatore, Chardin pubblica Le couronnement de Soleïmaan troisième, roy de Perse (1671) e i più importanti Voyages de monsieur le chevalier Chardin en Perse, et autres lieux de l’Orient (1711), un primo volume dei quali era uscito nel 1686. Massimo “etnografo” contemporaneo della civiltà persiana, fautore della tolleranza religiosa, promotore del valore dell’esperienza sui dati della tradizione, nei suoi lavori Chardin rivela spesso le vaste letture suggerite dalla sua biblioteca. Tra le opere perdute, vari passi delle Notes sur divers Endroits de l’Ecriture Sainte si trovano usati nelle Observations on divers Passages of Scripture del reverendo Thomas Harmer (1776, II ed.).

Bibliografia: Jean Chardin, Voyages du chevalier Chardin en Perse, et autres lieux de l’Orient, par L.-M. Langlès, Paris, Le Normant, 1811; J. Emerson, «Chardin, Sir John», Encyclopædia Iranica, V/4, pp. 327-328; F. Eshghi, Jean Chardin et sa présence dans les grands œuvres des philosophes du XVIIIᵉ siècle en France, thèse de doctorat dirigée par M. J.L. Lecercle, Université de Paris X, 1977; R.W. Ferrier, A Journey to Persia: Jean Chardin’s portrait of a Seventeenth-century empire, London-New York, I.B. Tauris, 1996; L. Labib-Rahman, Sir Jean Chardin, the Great Traveller (1643-1712/13), «Proceedings of the Huguenot Society of London», vol. XXIII, a. 1981-82, pp. 309-318; M. Longino, French travel writing in the Ottoman Empire: Marseilles to Constantinople, 1650-1700, London, Routledge, 2015, pp. 129-144; E.R. Samuel, Gems from the Orient: the Activities of Sir John Chardin (1643-1713) as a diamond importer and East India Merchant, in «Proceedings of the Huguenot Society», n. 27, 2000, pp. 351-368; D. Van der Cruysse, Chardin le Persan, Paris, Fayard, 1998; F. Wolfzettel, Le discours du voyageur: pour une histoire littéraire du récit de voyage en France du Moyen Age au XVIIIe siècle, Paris, Presses Universitaires de France, 1996, pp. 154-161.

 



Bibliotheca Chardiniana or, a Catalogue of Books In all Faculties: Being the Remains of Sir John Chardin’s Library… Will be sold by Auction at Tom’s Coffee-House in St. Martin’s Lane on Monday the 23d Instant … By James Levi, Londra, James Levi, 1713, 22 p. in-octavo.

Bibliotheca Chardiniana è un catalogo di vendita all’asta. Fu probabilmente compilato a cura del librario londinese James Levi, che gestì l’operazione commerciale, dopo la morte del proprietario. Come indicato nel titolo (Being the Remains of Sir John Chardin’s Library), il catalogo non documenta l’integralità della biblioteca di Chardin. Una parte di questa potrebbe essere stata divisa tra i suoi eredi, ma il testamento, redatto il 20 settembre 1711, non fornisce dati utili al riguardo.
Il catalogo consta di un totale di 971 voci, numero ottenuto tenendo conto che, nella sezione Libri in Octavo & Duodecimo, le voci 292, 313 e 353 risultano mancanti mentre la voce 512 è ripetuta due volte. L’unico criterio seguito per costruirlo, infatti, è quello del formato dei libri, per cui il catalogo è diviso in tre sezioni rispettivamente intitolate Libri in Folio (80 voci), Libri in Quarto (170 voci), Libri in Octavo & Duodecimo (720 voci). Tuttavia, le opere sono talora raggruppate per genere, per tema, per lingua o per autore (ad esempio, le voci 543-561 della terza sezione corrispondono tutte a opere di Robert Boyle), il che può far supporre che il catalogo riproduca almeno in parte la struttura originaria della biblioteca del proprietario.
Sulla copertina sono date alcune indicazioni, assai scarne, sul contenuto della biblioteca (consisting chiefly of Travels and History, &c. Greek, Latin, Arabick, English, French, Italian, Spanish, and Portuguese Books), mentre sulla seconda di copertina sono specificate quattro condizioni di vendita, firmate da James Levi.
Una copia del catalogo è custodita presso la Beinecke Rare Book and Manuscript Library della Università di Yale, rilegata insieme ad altri dieci cataloghi (BEIN X345/5: Catalogues, 1709, 1710, 1711). Per citare la fonte del materiale originale: Beinecke Rare Book and Manuscript Library, Yale University.


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Emanuele Giusti (Firenze)
ultimo aggiornamento: 2017-08-08 10:26:52