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Angelo Camillo De Meis



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Angelo Camillo De Meis

Bucchianico (Chieti) 1817 - Bologna 1891


Medico e patriota. Compie i primi studi nel Regio Collegio degli Scolopi di Chieti, dove conosce Bertrando e Silvio Spaventa; per dedicarsi all'apprendimento della medicina si trasferisce a Napoli dove frequenta la scuola del clinico Pietro Ramaglia. Dopo la laurea esercita presso l’Ospedale degli Incurabili e nel 1848 viene nominato rettore del Collegio medico-chirurgico.
Unitamente agli studi scientifici coltiva studi letterari e filosofici; Francesco De Sanctis, suo coetaneo ed amico, lo introduce nei circoli idealistici partenopei. Con Luigi Settembrini e Pasquale Villari, condivide gli ideali risorgimentali. In esilio a Parigi fino al 1853, sotto l’accusa di cospirazione durante i moti napoletani del 1848, nel 1861 entrò a far parte del primo parlamento unitario come deputato di Chieti e fu quindi eletto nel 1865 nel Collegio di Manoppello. Nella sua opera principale, Dopo la laurea, sostenne una filosofia della natura ed un’estetica di ispirazione hegeliana ed espose le sue concezioni politico-filosofiche nel trattato Il Sovrano.

Opere principali: Nuovi elementi di fisiologia generale speculativa ed empirica (Napoli 1848-1849); Dopo la laurea. Vita e pensieri (Bologna 1868-1869); I tipi animali. Lezioni (Bologna 1872-1875); Il Sovrano. Saggio di filosofia politica con riferenza all’Italia (1868; a cura di B. Croce, Bari 1927).

Bibliografia: A. Del Vecchio Veneziani, La vita e l’opera di Angelo Camillo De Meis, Bologna, Zanichelli 1921; U. Russo, Studi sul De Meis e sulla cultura abruzzese tra Otto e Novecento, Pescara, Ed. Trimestre 1975; F. Tessitore, De Meis, Angelo Camillo, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 38 (1990); L. Mammarella, Storia di un italiano. Angelo Camillo De Meis, Roma, D. Borgia 1991; R. Colapietra, Angelo Camillo De Meis politico “militante”, Napoli, Guida Editori 1993.



Catalogo della Biblioteca di A.C. De Meis

Il 18 ottobre 1890 Angelo Camillo De Meis indirizza una lettera al sindaco di Chieti Cesare De Laurentiis e dichiara di voler donare parte dei suoi libri «alla nostra città». È verosimile che la parte più rilevante del lascito sia avvenuta dopo la morte; nel 1918 si deliberò l’intitolazione della Biblioteca a suo nome.
Un faldone di documenti, conservato presso la Biblioteca provinciale di Chieti, contiene l’inventario del fondo librario e 8 buste, con la conferma dell’avvenuta acquisizione del fondo. Il fondo non è collocato separatamente, ma è distribuito nelle varie sezioni della biblioteca stessa. L’inventario dattiloscritto porta la dicitura Catalogo della biblioteca di A.C. De Meis e si compone di 131 pagine dove sono elencati 4.510 volumi, suddivisi in tre gruppi disciplinari – medicina, scienze fisiche e naturali; letteratura e filosofia; storia e geografia – ordinati a loro volta per autori. Nelle buste sono raccolti manoscritti rinvenuti tra i libri, documenti ufficiali, autografi, telegrammi, lettere di condoglianze per la morte, 9 opuscoli e 2 giornali.

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Giacomo de Crecchio (Lanciano)
Letzte Bearbeitung: 2017-10-07 20:19:05